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OLTRENOTTE

OLTRENOTTE è una compagnia che trova la propria dimensione nell’unione di diverse discipline, quali il teatro gestuale, il teatrodanza, il circo contemporaneo e la musica.

È impegnata nella produzione di opere teatrali e filmiche. Nasce dopo anni di ricerca nel campo artistico e creativo dello spettacolo dal vivo e trova la sua dimensione in Sardegna, nella città di Cagliari. Fondata dall'unione tra Lucrezia Maimone e Riccardo Serra, OLTRENOTTE è un progetto indipendente di ricerca artistica dove autori, interpreti, artisti e artigiani vengono invitati a prendere parte ai progetti, unirsi e sostenersi vicendevolmente.

"Se guardate fuori di voi vedrete il bosco lontano, i monti e ancora più in alto il vostro sguardo si aprirà agli spazi siderali. E se guardate dentro di voi vedrete anche qui cose vicine, lontane e infinite perché il mondo interiore è altrettanto infinito di quello esterno."

Jung, Libro Rosso, Libro secondo, cap.II, Il castello nel bosco.

FORMAZIONE

Nasce ANATOMIE TEATRALI, il primo progetto di formazione professionale rivolto a danzatori e circensi nella città di Cagliari, con l’obiettivo di fornire gli strumenti necessari per la creazione artistica contemporanea. Il progetto è sostenuto dalla Tersicorea con la direzione artistica di Simonetta Pusceddu e dal Teatro del Sottosuolo diretto da Vincenzo De Rosa.

Il nostro amore per la multidisciplinarietà e per la comunità ci spinge a coinvolgere nei nostri progetti varie maestranze, anche non strettamente correlate al mondo teatrale. Riconosciamo il valore delle persone e dei loro mestieri. Lavorando a stretto contatto con molteplici entità, creiamo un continuo interscambio di esperienze ed abilità orientato ad una crescita personale e collettiva.

"Non dobbiamo mai dubitare che un piccolo gruppo di cittadini motivati e determinati possa cambiare il mondo."

Margaret Mead (1969)

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poetica

La tecnica e l’universo costruiti nelle produzioni realizzate fino ad oggi sono in costante evoluzione. La necessità di creare parte principalmente da una forte ispirazione che ritroviamo nell’osservare il mondo, come testimoni della nostra esistenza.

Si approfondiscono i temi attraverso la ricerca letteraria e si percorre una fase di studio sui personaggi in scena per scoprirne i movimenti, le attitudini e i luoghi che abitano. In parallelo si studiano le tecniche coreografiche legate alla danza e alla manipolazione d’oggetto. Quest’ultima rappresenta il cuore della ricerca, partendo dall’oggetto è possibile avviare una profonda ricerca nel corpo e portarla verso la danza e il teatro fisico. L’obiettivo è quello di rendere l’oggetto uno strumento teatrale e coreografico, imparare a valorizzarlo come elemento scenico mettendolo al servizio della drammaturgia.

L’immaginario è il motore di questo studio e l’oggetto è un generatore di mondi attraverso il

quale possiamo ridefinire il concetto di realtà. Durante il processo creativo sviluppiamo una ricerca musicale per ricreare l’atmosfera di ogni progetto, dove i musicisti compongono o riproducono ad hoc gli ambienti sonori e le musiche delle produzioni. Amiamo il silenzio, non sono quasi mai presenti le parole, si lavora con il corpo poiché grazie al gesto possiamo codificare e ricostruire un linguaggio universale.

La creatività richiede il coraggio di abbandonare le certezze. (Erich Fromm)

l'essenza

Uniamo la simbologia della notte a quella condizione che permette all’essere umano di celebrare la profondità dell’essere, di espandersi nelle sue qualità più nascoste, quelle che non si rivelano alla luce del giorno perché spesso si riferiscono alla percezione ultima della sua esistenza e al trascendentale rapporto con il proprio sé e con la realtà che lo circonda.

 

I greci credevano che la notte e il buio precedessero l’origine di tutte le cose. Da questa origine possono tornare utili i simboli e le immagini sul transito della notte che provengono dal pensiero antico. Spesso la notte si identifica con l’oscurità e con gli stati irragionevoli, ciò nonostante noi la percepiamo come quella straordinaria occasione in cui si può scoprire un tesoro, come quella giuntura che ci connette alle nostre sublimi capacità di generare un pensiero originale o di germogliare un’idea immaginifica.

 

In questi termini la notte, tempo della magia e madre dei sogni, ci concede di oltrepassare lo sguardo, per dare luce alla creazione artistica intesa come crescita, scoperta e apertura verso l’imprevedibile.

 

Ecco che così l'Oltrenotte diventa espressione di potenzialità, di fantasia e ingegno, un presupposto che anticipa, anche se non è ancora giorno, la promessa del risorgere del sole.

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la sede

T.OFF - OFFICINA DELLE ARTI SCENICHE

L’architettura degli spazi teatrali cosiddetti “alternativi” si connette alla loro collocazione nello spazio urbano come elemento qualificante dal punto di vista simbolico e sociale, ma in modo assai differente dai teatri storici o comunque dall’idea più o meno generale e condivisa di cosa sia un teatro. Il T.off nasce secondo un concetto architettonico progettuale dei tipici capannoni post-industriali, un piccolo "Dock" che sperimenta un nuovo tipo di circuitazione all'interno di entità teatrali e associative. Ne risulta uno spazio intimo e funzionale. Le pietre delle pareti e il legno dei pavimenti, elementi caratterizzanti del luogo, sembrano aver assorbito i molteplici progetti artistici sviluppati negli oltre trent’anni della sua storia, avvolgendo il teatro e coloro che lo popolano in un clima catalizzatore per l’arte e la creazione. Non una scatola nera, come il palco del teatro viene dato per scontato debba essere,

ma un ambiente che trascendente la materia estendendosi e allungandosi con i sogni raccontanti dagli artisti. Non una gradinata separata nettamente dal luogo della scena, ma un ambiente malleabile dove il pubblico e gli artisti possano essere a contatto, scambiarsi sguardi complici ed insieme vivere la magia del momento performativo. Uno spazio che garantisce e propone dunque un modello di sviluppo virtuoso, basato sulla capacità di investire nella relazione con il proprio pubblico, attraverso il dialogo tra i diversi linguaggi dell’arte, al fine di valorizzare i vantaggi e le opportunità dello scambio e del confronto.

Lo spazio T.Off è diretto da Simonetta Pusceddu, direttrice artistica della Tersicorea e del Fetsival Cortoindanza

www.tersicorea.it